lunedì 23 luglio 2012

Manifesto del cook slowly

Il cook slowly è una filosofia che si inserisce nel contesto degli stili di vita slow. Si tratta di vedere la cucina con lentezza, come passatempo, per rilassarsi e fare qualcosa di creativo. Nel cook slowly, parafrasando il detto che quello che conta è il viaggio e non la destinazione, diciamo che quello che conta è il processo di creazione e non il risultato, anche se il risultato non può che essere superiore a qualsiasi cosa preparata dalla stessa persona con metodologie non slow.

E' vietato darsi dei tempi precisi, tranne quelli di cottura. Non avendo delle scadenze, non lasciandosi prendere dal panico, si impega sicuramente meno tempo.

E' vietato il multitasking, cioè il voler fare più cose contemporaneamente perchè aumenta lo stress ed il rischio di fare male una delle cose, il multitasking lasciamolo ai computer, non è per gli uomini.

I benefici sono molteplici, diminuzione dello stress, aumento della felicità e risultati migliori in cucina.

Il cook slowly è più facile applicarlo nella cucina domestica, ma con un pò di organizzazione si riesce a farlo anche nella cucina professionale.

Il cook slowly non ha nulla a che vedere con lo slow cooker che riguarda la cottura lenta. Nel cook slowly quello che conta è lo spirito con cui si cucina, poi si possono usare anche metodi di cottura veloci e attrezzi che velocizzano la preparazione ed anche preparare ricette semplici e veloci, quello che importa e cucinare con calma, passione e tranquilltà, senza pensare a quando deve essere pronto. Per una cucina professionale bisogna quindi fare una accurata progettazione, inziare a preparare per tempo e poi dimenticarsi che c'è qualcuno che aspetta il piatto, se la progettazione è stata fatta con cura, comunque il piatto arriverà in tempo :)

venerdì 6 luglio 2012

Adesso si danno i nomi agli anticicloni

Quando non si ha niente da dire si parla del tempo. I media quando non vogliono parlare della crisi, di ciò che non sanno fare i politici, o che non vogliono fare, parlano di calcio, di gossip, e perchè no anche del tempo.
In Italia non abbiamo i cicloni a cui dare i nomi e quindi, qualcuno ha deciso di dare i nomi agli anticicloni, cosi al bar, oltre a dire farà caldo, si dirà: arriva Caronte, Scipione, Annibale, Ercole ecc...
Poi magari, a quelli più fastidiosi, daranno dei nomi di politici o terroristi come  per i botti di capodanno. Chissà per quando è previsto l'anticiclone Spread. In effetti, l'aspetto positivo potrebbe essere quello di fare un poco di satirà minimalista.
La domanda che sorge spontanea è: ma ce ne era proprio bisogno?
Non si capisce proprio l'utilità a parte quella di avere qualche parola da dire in più sul tempo. Chissà quanto durerà questa moda, ma c'è da giurare che come tutte le cosè frivole durerà un bel pò.
Una volta era tutto più semplice, i motorini si accendevano a pedali, si andava senza casco con i capelli al vento, e l'unico anticiclone che contava era quello delle Azzorre che significava che era iniziata l'estate.....

mercoledì 4 luglio 2012

Battuta involontaria del Corriere Della Sera sulla nuova 500 L



Oggi, 4 luglio 2012, su Corriere.it in un riquadro laterale sembrava ci fosse scritto che la nuova 500 L avesse anche una macchina per il caffè carretto. Sembrava un gioco di parole, alquanto improbabile che non credo necessiti di spiegazioni. Il gioco di parole è nato dal fatto che l'autrice dell'articolo è Bianca Carretto. L'accostamento tra l'anticipazione dell'articolo e il cognome dell'autrice scritto tutto attaccato ha creato il simpatico equivoco.

domenica 1 luglio 2012

Questa è una mia opera - Onde e spiaggia

Si tratta di tre tele 45 X 35 cm che costituiscono una installazione di 110 X 120 cm circa. Un'opera in acrilico su tela, tendenzialmente bicromatica, ocra e blu anche se ci sono, come prevedibile, delle sfumature di verde. Il titolo dell'opera è "Onde e Spiaggia". Il significato dell'opera è secondario, si tratta soprattutto di un opera vista come elemento di arredamento piuttosto che un'opera fine a se stessa nel senso che serve per colorare ed arredare degli spazi che si integrano con essa e la completano.

venerdì 28 gennaio 2011

Arancine o Arancini

Ho assistito ad una disputa sul nome di questo famoso piatto. Alcuni siciliani erano contrariati dal fatto che le loro famose arancine venissero chiamate arancini. Questi sostenevano che essendo il nome derivato dalla somiglianza all'arancia si dovessero chiamare arancine e non arancini. Quindi mi sono un pò documentato e questo e quel che ho trovato.
Pare che la loro origine sia legata alla denominazione saracena in Sicilia (827 -1091) e che la panatura sia da far risalire ai tempi di Federico II ( 1194-1250). Quindi diciamo che all'inizio non potevano avere ingredienti come la salsa di pomodoro che sarà stata aggiunta nel 1800 circa. L'arancina è quindi più che altro un'idea e cioè del riso con un ripieno, con una forma di arancia e fritta. Sin dall'inizio la sua fortuna fu legata oltre che al loro sapore anche alla facilita di trasporto.
Oggi esistono diverse varianti, tutte degne di essere chiamata arancine o arancini anche se ormai come ad esempio in Sicilia orientale hanno un forma appuntita.
Non sono stato in grado di dirimere la disputa sul nome perchè entrambe le tesi hanno dei punti a loro favore.
Il nome arancina è usato nella Sicilia occidentale mentre arancino è usato in quella orientale. Camilleri essendo originario della provincia di Agringento li chiama arancini negli Arancini di Montalbano.
Il sostenitori del nome arancino giocano sul fatto che il nome femminile del frutto non è sempre certo perchè in alcune provincie viene chiamato aranciu. Benchè la versione arancina occidentale potrebbe essere quella originale e pur vero che i vocabolari fotagrafano l'uso e quindi non possono far a meno di registrare il nome arancino.
In Sicilia, specie in quella occidentale, il giorno di Santa Lucia i devoti non consumano pane e prodotti contenenti farine e quindi parecchi scelgono di pranzare con arancine fritte senza panatura o risotti o cuccia.

giovedì 23 dicembre 2010

Mangiatori di quiche

Quande freddure avete sentito sul vero programmatore ed i mangiatori di quiche. Il mangiatore di quiche è l'antitesi del vero programmatore. Ve ne riporto due o tre per darvi l'idea di cosa sto parlando.

  • La casa del Mangiatore di Quiche è orientata a sud. La casa del Vero Programmatore è orientata agli oggetti.
  • Il Mangiatore di Quiche può cancellare la cache del suo browser. Il VeroProgrammatore puo' cancellare la cache di Google.
  • Il Mangiatore di Quiche va all'Ikea, compra una scrivania, la porta a casa e la monta. Al VeroProgrammatore invece basta esclamare: "apt-get install scrivania" perché essa appaia in tutto il suo splendore nello studio, pronta all'uso (e con una risma di fogli bianchi nel primo cassetto).
Incuriosito dalla parola quicke mi sono documentato un pò e vi riporto il risultato della mia ricerca.
Il vero programmatore, insomma è una specie di Chuck Norris del mondo informatico. Per mangiatore di quiche si intendeva originariamente i ragazzini  a cui piacciono le quiche.

Le quiche sono nell'accezione italiana un incrocio tra una crostata salata ed una frittata. Più in generale è una torta salata di origine francese. Ne eseistono varie ricette, la più famosa e la quicke Lorraine. La parola quiche deriva dal germanico Kuchen che significa semplicemnte torta.  Quando i termini transitano da una lingua all'altra cambiano spesso di significato, come vi sarà capitato di notare nelle parole inglesi che usate in italiano hanno un altro significato: ad es in Italia il ministro del wellfare è il ministro del lavoro mentre in Inghilterra è il ministro della salute. 

Se avete problemi di acidità vi sconsiglio di mangiare quiche anche se per le feste sarà difficile resistere e diventeremo un pò tutti mangiatori di quiche anche perchè pochi sono così presuntuosi da paragonarsi al vero programmatore. 

venerdì 17 dicembre 2010

Nevischio a Roma

Attualmente è in corso una specie di mini tormenta di nevischio.
Pare che stia diventando normale la neve a Roma....